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Addio a Muhammad Ali

Morto Muhammad Ali, la leggenda del pugilato sempre in prima fila per i diritti civili.

E' stato il più grande, anche oltre il ring. Rifiutò di partire per il Vietnam, si convertì all'Islam. ''I campioni non si fanno nelle palestre ma con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione'. Fu nominato il migliore sportivo del secolo scorso, lo è stato di tutti i tempi.

Sarebbe troppo facile affermare che Muhammad Alì ha perso il match più difficile della carriera, quello con il morbo di Parkinson, di cui soffriva da oltre 30 anni e che all'ospedale di Phoenix, dove era stato ricoverato due giorni fa per problemi respiratori, ha posto fine alla sua straordinaria esistenza all'età di 74 anni.

Certo, ormai da tanto tempo le sue parole non erano i proiettili lanciati nelle sue grandi battaglie, sul ring e per i diritti civili. Alì ha battuto anche la malattia, usando le sue idee di libertà e giustizia per danzare come una farfalla e pungere come un'ape.

La scomparsa di Muhammad Ali non ha lasciato un vuoto nella storia dello sport ma anche in quello delle battaglie per i diritti civili. Lo sportivo, famoso per il suo carisma e l'impegno per la comunità afroamericana, ha pronunciato numerosi discorsi celebri durante la sua carriera. Eccone alcuni dei più famosi:

''I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione''. Una visione portata fuori dalle sedici corde per riaffermare il principio indissolubile della pace. Alì è stato uno dei pochi personaggi di fronte ai quali è impossibile restare indifferenti.

Per chi ama il pugilato è stata la sveglia nel cuore della notte -questioni di fuso orario - per assistere ai suoi capolavori. Ma anche coloro ai quali del pugilato non frega nulla, hanno parlato di lui.


" Cassius Clay è un nome da schiavo .Io non l'ho scelto e non lo voglio . Io sono Muhammad Ali, un nome libero " (1964)


La fonte: http://www.repubblica.it/