Il Parto di Maria: Come è noto, il parto è un processo assai gravoso che richiede molte cure. Partorire un neonato senza l'assistenza di una persona esperta e delle cure mediche è assai difficoltoso. Maria in seguito dovette recarsi in un luogo lontano e il parto avvenne durante il viaggio. Giunta l'ora del parto, i dolori del parto spinsero Maria presso il tronco di una palma da datteri (il Corano descrive la scena del parto che non è avvenuto in una stalla o in una grotta, ma all’aperto). I dolori del travaglio si aggravavano e portavano con loro altri dolori e preoccupazioni nel cuore di Maria; come fa a tornare alla sua gente con un bimbo in braccio, come fa a difendersi dalle accuse dei concittadini, con le loro menti malvagie e incapaci di comprendere il miracolo avvenuto in una «ragazza madre».

Maria era talmente disperata tanto da desiderare di essere morta prima di quel momento e “I dolori del parto la condussero presso il tronco di una palma. Diceva: “Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!”. Corano. [23:19]

Non fece in tempo a finire la frase che partorì nello stesso momento, e lì in quel momento di solitudine, una voce “sotto di lei” proprio quella del bambino Gesù, la chiamò per consolarla, e l’invitò a cibarsi di datteri freschi e a dissetarsi da una sorgente che Dio fece sgorgare ai suoi piedi. Ciò che in realtà viene a disperdere la tristezza di Maria, non è il fatto di mangiare datteri, ma la manifestazione della potenza divina in suo favore. Tutto avviene nell’intimità di un primo dialogo tra Madre e figlio. “Fu chiamata da sotto: “Non ti affliggere, ché certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi; scuoti il tronco della palma: lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi. Mangia, bevi e rinfrancati. Se poi incontrerai qualcuno, di': "Ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno"”. Corano [24-26:19]

Maria stupita guardò con tanto amore il suo meraviglioso bambino che appena entrato in questo mondo si porta sulle spalle grandi responsabilità: difendere sua madre e in seguito anche tutti i poveri e gli emarginati di questa terra. Maria vide negli occhi del suo bambino una strana espressione:quella di un essere che venne a  questo mondo non per prendersi qualcosa, ma per donar tutto se stesso.

Maria mangiò un pò di datteri e bevve l’acqua dal ruscello, poi si addormentò. Quando si svegliò, le prese di nuovo l’ansia di incontrare la sua gente. Alla fine si avviò verso casa con il bimbo Gesù in braccio. Il grande mercato della città era sulla strada che porta al Tempio, tutti la guardarono curiosi di sapere chi era il bimbo che portava in braccio. Qualcuno le chiese: “O Maria, di chi è questo bimbo? Perché non rispondi? Come fai ad avere un figlio se sei vergine?. Il Corano racconta le loro accuse: "Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: “O Maria, hai commesso un abominio!. O sorella di Aronne, tuo padre non era un empio, né tua madre una libertina”. Corano [27-28:19]

fornicazione.Così senza ascoltare nessuna spiegazione e senza un straccio di prova l’accusano di fornicazione. Alcuni ingiusti (dalle lingue insolenti da cui le donne sono raramente al riparo) quando scoprirono che aveva partorito il bambino, la calunniarono, accusandola di libertinaggio. Il suo popolo (gli Ebrei) non credette alla nascita miracolosa del Profeta Gesù (pace su di lui), commettendo un enorme peccato dinanzi ad Allah. Coloro che diffusero queste calunnie su Maria la conoscevano quasi dal giorno della sua nascita  ed erano consapevoli della sua purezza e virtù, come gli altri componenti della famiglia di 'Imran. Infatti Dio li rimprovera nel Corano per aver dubitato della castità di Maria e di non aver riconosciuto Gesù come Profeta.

Maria non rispose alle domande, ma fece un cenno con la sua mano di parlare con il bimbo. Il silenzio di Maria lascia spazio al figlio, la «Parola di verità» che si auto presenta come servo e Profeta di Dio, ma non figlio di Dio.

(Fine seconda parte.)

dal libro: Gesù Profeta Dell’Islam

di: Nabila Abdel Aziz