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SULLA NASCITA DEL PROFETA MUHAMMAD

In nome di Allàh, Misericordioso e Clementissimo
Oh Dio prega sul nostro sayyid Muhammad e sulla sua Famiglia, e sui suoi Compagni, e rivolgi loro il saluto di pace
(salla Allàhu ‘alayhi wa sallàm)

i Segni alla sua nascita:

Vi sono meraviglie narrate da sua madre e da chi le fu accanto (1). Si narra ad esempio, pace e benedizione su di lui, che appena nato sollevò il capo e guardò in cielo. Sua madre vide una luce che sortiva dal proprio corpo assieme a lui. Nel medesimo istante la madre di ‘Utmān ibn Abī al-’Ās vide le stelle farsi vicine e una luce sorgere così luminosa che non poté distinguere più nulla.

Šafā, madre di ‘Abd al-Rahmān ibn ‘Awf, rammentò che al momento del parto, quando il bambino le venne tra le mani, udì una voce che diceva: «Iddio abbia misericordia di te»; poi l’intero orizzonte, da Oriente a Occidente, le si illuminò, e poté vedere chiaramente i castelli dei Bizantini.

Halīma, nutrice di Muhammad (pace e benedizione su di lui ), e anche suo marito compresero la grazia che egli portava con sé, se ne accorsero dall’abbondanza del latte di Halīma stessa e della sua cammella, dalla fertilità delle capre, dalla rapidità e dalla bontà con cui il piccolo cresceva (2).

Fatti eccezionali accaddero la notte in cui nacque:

 Il palazzo di Cosroe, ad esempio, tremò, e caddero i pinnacoli sulle sue mura. Il lago Tabariyya straripò per l’abbondanza d’acque, e spense il fuoco che i Persiani adoravano, dopo mille anni che lo tenevano acceso.

Quando il Profeta da piccolo mangiava con lo zio Abū Tālib e la sua famiglia, tutti avevano cibo in abbondanza da lasciarne nel piatto, ma se egli mancava e mangiavano in sua assenza, non riuscivano mai ad essere sazi. I bambini della famiglia di Abū Tālib si svegliavano scarmigliati e in disordine, ma il Profeta, siano su di lui la preghiera e la pace, si svegliava pulito, i capelli lisci d’olio, gli occhi bruni di kohl. Umm Ayman, che lo portava in braccio, disse: «Non lo vidi mai lamentarsi per la fame o la sete, né da bambino né da adulto».

Tra questi fatti ricordo la storia dei pianeti, che fecero la guardia in cielo e impedirono che i diavoli osservassero e si appropriassero dei discorsi degli angeli (3).

Muhammad (pace e benedizione su di lui) crebbe detestando gli idoli, e si astenne dalle consuetudini dell’Età dell’Ignoranza.

Iddio lo proteggeva anche con le nuvole, facendogli ombra durante i viaggi. Similmente si narra che Khadija e le sue donne lo videro mentre avanzava con due angeli che lo tenevano all’ombra. Khadija raccontò questo fatto a Maysara, che le confidò di averlo notato anch’egli, sin da quando erano stati in viaggio assieme (4).

Una volta, anche Halīma, nutrice del Profeta, vide che una nuvola gli faceva ombra, vicino a lei; ciò si conosce per tramite di suo figlio, fratello di latte del Profeta.

Durante un viaggio, prima della Missione, Muhammad (pace e benedizione su di lui) si fermò sotto un albero secco; ed ecco che il terreno attorno si copri d’erba verde e l’albero stesso fu subito rigoglioso e alto; tese i suoi rami verso il Profeta che tutti videro; di un albero che piegò i suoi rami per portar l’ombra su Muhammad parla anche un altro racconto (5). Si disse che Muhammad (pace e benedizione su di lui) non possedesse l’ombra, ne da sole ne da luna, perché lui stesso era luce; si disse anche che le mosche non si posarono mai sul suo corpo ne sui suoi abiti.

Prima di ricevere la Rivelazione, Muhammad (pace e benedizione su di lui) amò appartarsi dagli altri (6). Iddio lo informò che la sua morte si avvicinava, che la sua tomba sarebbe stata in Medina e nella sua casa, che il terreno tra la sua casa e il pulpito di predicazione sarebbe stato un giardino del Paradiso.

Iddio lo elesse anche nella morte e nelle cerimonie funebri: molti prodigi accaddero, e gli angeli, come ci è stato tramandato, pregarono sulle sue spoglie e le onorarono. L’angelo della morte, come mai aveva fatto prima per alcuno, gli chiese il permesso di entrare, poi si udì che gli angeli ordinavano di non levare al Profeta la veste durante l’abluzione (7); infine, al-Hadir e gli angeli consolarono i parenti (8).

Segni indicatori della sua missione:

Tra i Segni indicatori della sua missione e i marchi di Messaggio, ci sono giunte le predizioni della sua venuta, tanto nei racconti dei monaci che dei Dottori della Legge giudei o altri Sapienti della Gente del Libro. Si descrissero l’aspetto del Profeta e della sua Comunità, il suo nome, le sue caratteristiche fin nella macchia che aveva tra le spalle (9).

Simili predizioni si trovano nei canti di chi, già prima dell’Islam, credette in un solo Dio: le poesie di Tubba’, ad esempio, o di Al Aws ibn Hārita, Qays ibn Lu’aī, Sufyān ibn Muğāši’, Quss ibn Sā’ida e anche in quanto si narra di Sayf ibn Dī Yazan e di altri. Zayd ibn ‘Amrū, Baraqa ibn Nawfal, ‘Atkalān  al-Himyari, i Sapienti Ebrei e tra loro Sāmūl, l’interlocutore di Tubba’, sapevano dell’opera del Profeta, il suo aspetto e la sua storia.

Nella Torah (Bibbia) e nei Vangeli:

si trovano indicazioni che i sapienti hanno raccolto e rese note, uomini degni di fede che si convertirono all’Islam, come Ibn Salām o i figli di Sa’ya, o Ibn Yāmīn, o Muhayrīq o Ka’b o altri ancora tra gli Ebrei; Bahīra (il monaco) e Nastūr tra gli Abissini, il Re di Busra, Dagātir vescovo di Siria, Ğārūd, Salmān, il Re degli Abissini e i suoi sudditi cristiani, i Vescovi di Nağrān e altri ancora tra i Cristiani.

Delle indicazioni contenute nella Torah e nei Vangeli si accorsero l’Imperatore Eraclio e il Governatore di Roma, entrambi sapienti e capi cristiani; se ne accorse, in Egitto, Muqawqis, e anche il suo anziano compagno. Ibn Sūriyā invece, Ibn Ahtab e suo fratello, Ka’b ibn Asad, Zubayr ibn Bātiya e altri dotti ebrei se ne accorsero anch’essi, ma furono traviati dall’invidia, dalla gelosia, e restarono nella disgrazia.

I racconti sono molti, non si contano, e colpirono Ebrei e Cristiani nell’udire che Muhammad (pace e benedizione su di lui) e i Compagni si trovavano descritti nei loro Libri. Il Profeta trovò prove contro di loro proprio nel contenuto dei loro sacri testi, e lì rimproverò di averli storpiati, di aver tenuto segreta la predizione della sua venuta, di aver alterato le parole che lo annunciavano. Li mosse a maledire chi aveva mentito, ma altro non fecero che sfuggire la sua richiesta ed evitare di ammettere la sua venuta, disubbidendo all’obbligo degli stessi Libri che Dio aveva loro inviato.

E poi, se per caso avessero scoperto in quei Libri qualcosa di diverso da quanto Muhammad (pace e benedizione su di lui) sosteneva, ebbene, ammettere l’annuncio della sua venuta sarebbe certo stato meno doloroso per loro che dar via vita e ricchezza, veder distrutte le proprie case e dover rinunciare alla lotta. Iddio parlò al Suo Profeta «Di’:‘Portate dunque la Torah, e leggetela, se siete sinceri!’» (Corano 3:93).

Vi furono indicazioni anche da parte dei Kahīn, (indovini della fase preislamica) come Šāfi’ ibn Kulayb, Šiqq e Satīh, Sawād ibn Qārib, Hunāfìr Af’ā di Nağrān, Ğidl ibn Ğidl al-Kindī, Ibn Halasa al-Dawsī, Sa’d ibn bint Kurayz, Fātima bint al-Nu’mān e altri ancora, cosi numerosi che non si contano.

NOTE
1) Alcuni Segni della nascita compaiono nella Sīra, I, 158 sgg; si confronti però soprattutto Bayhaqī, Dalā’il, I, 126-30 e Māwardī, A’lām al nubuwwa, 185-95.

2) Sui segni dell’allattamento soprattutto cfr. Bayhaqī Dalā’il, I, 131-50.

3) I ğinn spiano in cielo e portano notizie agli indovini, cfr. infra, e nota 7 a p. 123. Tale espediente dei diavoli è citato nelle tradizioni (Wensinck, Concordances cit., ad es. I, 375) a partire dal Corano, ad es. 15:16-18: «E già ponemmo torri nel cielo e le adornammo agli sguardi e le guardammo attenti contro ogni demone vile, ma qualcuno ruba una voce e li segue vampa lucente».

4) Khadija, ricca vedova della Mecca, fu la prima moglie del Profeta e la prima donna che abbracciò l’Islam. Già prima del matrimonio, Muhammad usò condurre le sue carovane al Nord.

5) II Qādī Iyàd allude alla storia del monaco Bahīra, vedi supra, e nota 10 a p. 61.

6) Sulla preferibilità di una vita appartata in periodi di corruzione religiosa cfr. Nawawī (m. 676/1278), II Giardino dei Devoti cit., 195-96.

7) Le singolari esequie del Profeta sono narrate in Sīra, II, 662-63: i Compagni non osavano levargli la veste ma neppure lavare il cadavere vestito. Poiché non si decidevano, Dio li fece dapprima addormentare, poi uno sconosciuto lì svegliò e disse loro di compiere l’abluzione con la veste.

8)Per al-Hadir vedi supra, nota 24 a p. 26. Sui Segni alla morte del Profeta si dilunga Suyūtī Hasā’is, 448-59.

9) Cfr. ad es. Sīra, I, 204 sgg.; sulla descrizione del Profeta nel Vangelo, I, 232-33. sulla sua descrizione nella Torah si dilunga Bayhaqī, Dalā’il, VI, 269 sgg. Per le predizioni contenute in altra letteratura (Ibn Sa’d, Tabarī, Ibn al-Atīr) si rimanda a Fahd, Divination cit, 81-88.

 

Di: Cinzia Aicha

tratto da: http://www.islam-online.it