عربي - English - Deutsch - Française - Português - Español - - русский

parla con noi !

Se volete fare qualsiasi domanda sull'Islam...

 come si può convertire all'Islam?

Conoscere i passi di convertirsi all'Islam 

 

Islam e ambiente

Ormai già da diversi anni anche nei paesi del medio oriente e più in generale in tutto il mondo arabo - islamico si parla del problema dell’inquinamento atmosferico. L’avanzata della desertificazione delle terre, la progressiva industrializzazione di alcuni paesi e lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali senza alcuna tutela per l’ambiente pone seriamente in pericolo l’equilibrio ambientale di quelle regioni; ma nella tradizione di questi popoli come è nata la sensibilità nei confronti dell’ambiente e della fauna?

L’unico modo corretto di studio del rapporto Islam - ambiente è quello di analizzare le fonti di questa religione che sono il Corano e la Sunnah , cioè la tradizione del Profeta Muhammad. Solo attraverso queste fonti possiamo acquisire le prove religiose necessarie per capire quali siano i principi che regolano la vita del musulmano su questo argomento.
«Non riflettete sull’acqua che bevete: Siete forse voi a farla scendere dalla nuvola o siamo Noi che la facciamo scendere? Se volessimo la renderemmo salmastra: perché mai non siete riconoscenti? » [Corano 56:68-70].
E’ così che Dio attraverso il Corano chiede conto agli uomini del loro comportamento, e usando la metafora dell’acqua come fonte di vita per tutti gli esseri viventi ci aiuta a riflettere sul nostro atteggiamento nei suoi confronti, e nei confronti della natura che ci circonda.

Nell’ottica islamica l’uomo è rappresentante di Dio sulla terra ed è la creatura più importante dell’universo. Troviamo infatti nel Corano:

«E quando il tuo Signore disse agli Angeli: “Porrò un vicario sulla terra......» [Corano 2:30]..."qui Allah l'Onnipotente parla di Adamo, il primo uomo, ma si possono intendere tutti gli uomini" .

Inoltre tutto ciò che vi è nell’universo è stato messo a disposizione dell’uomo:

«E vi ha sottomesso tutto quello che è nei cieli e sulla terra: tutto [proviene] da Lui. In verità in ciò vi sono segni per coloro che riflettono.» [Corano 45:13]

e «e del bestiame da soma e da macello, mangiate di quello che Allah vi ha concesso per nutrirvi e non seguite le orme di Satana: egli è un vostro sicuro nemico» [Corano 6:142].

Questo però non significa che l’uomo possa usare a suo piacimento la natura, possa violentarla o inquinarla. L’aver soggiogato gli animali e tutto quello che c’è sulla terra e nei cieli è un dono di Dio agli uomini un dono che va rispettato e preservato.

«Non spargete la corruzione sulla terra, dopo che è stata resa prospera. InvocateLo con timore e desiderio. La misericordia di Dio è vicina a quelli che fanno il bene. Egli è Colui che invia i venti, annunciatori e precursori della Sua misericordia. Quando poi recano una nuvola pesante, la dirigiamo verso una terra morta e ne facciamo discendere l’acqua con la quale suscitiamo ogni tipo di frutti.Così resusciteremo i morti. Forse rifletterete [in proposito].» [Corano 7: 56-57].

I disastri ecologici sono per l’Islam il frutto della disobbedienza alle leggi di Dio e colpiscono tutti gli uomini. Il progresso materiale disgiunto dal timore di Dio mette nelle mani degli uomini terrificanti strumenti di distruzione dell’umanità stessa e del suo habitat; ma così come ci ricorda il Corano sarà l’uomo stesso a “gustarne” successivamente le conseguenze.

«La corruzione è apparsa sulla terra e nel mare a causa di ciò che hanno commesso le mani degli uomini, affinché Allah faccia gustare parte di quello che hanno fatto. Forse ritorneranno [sui loro passi]?» [Corano 30: 41].

L’agricoltura

Tema importante che ci aiuta a capire il legame tra Islam e ambiente è quello dell’agricoltura. Essa infatti è stata sempre valorizzata e promossa nella tradizione del Profeta Muhammad" pace e benedizione su di lui", così come spiega uno dei più importanti sapienti della storia dell’Islam, Ibn Taymiyya nei suoi scritti riguardanti l’economia.
Molto spesso l’Islam viene ritenuta una religione di soli commercianti che ha scarsa attenzione per l’agricoltura e la vita sedentaria. Ciò è ovviamente falso proprio perché il messaggio islamico è un messaggio universale.

E quindi l’atto di piantare un albero è considerato come un atto meritorio. Il Messaggero di Dio " pace e benedizione su di lui" ha detto a proposito:

«Mai un musulmano pianta un albero dalla quale non ne riceve la ricompensa come se fosse una sadaqa [un’elemosina, un’opera caritatevole], ciò che mangia da quell’albero è una sadaqa, ciò che viene rubato da quell’albero è una sadaqa, ciò che gli animali mangiano e ciò che gli uccelli mangiano da quall’albero è una sadaqa. L’albero non è per lui una perdita ma è per lui una sadaqa».

Piantare un albero e dare da mangiare attraverso il suo frutto ad un essere vivente è cosa assai importante per un musulmano, in quanto ridare vita alla natura significa valorizzare e proteggere ciò che Dio ci ha donato.
L’Inviato di Dio " pace e benedizione su di lui" disse ancora: «Chi ha piantato un albero ed ha avuto la pazienza di curarlo e l’ha seguito fino a quando da i suoi frutti, avrà per ogni persona che colga questi frutti una ricompensa (nell’aldilà)».
Oppure: «Qualsiasi uomo che semina una pianta Dio lo ricompenserà in maniera equivalente a ciò che questa pianta produrrà».
L’Islam incoraggia l’uomo a prendersi cura delle terre abbandonate spingendolo a coltivarle ed a farle fiorire, secondo il seguente detto del profeta Muhammad "pace e benedizione su di lui": «Il diritto originale di proprietà delle terre sono di Dio, del suo Profeta e successivamente vostre. E colui il quale fa rivivere le terre aride e abbandonate ha il diritto di rivendicarle come sua proprietà».

Omar ibn Al-Khattab, secondo Califfo dell’Islam e compagno di Muhammad soprannominato il Principe dei Credenti, appoggiandosi a questi detti del Profeta disse:

«Chi fa rinascere la terra arida ne diventa di conseguenza proprietario. Se qualcuno ha trascurato lo sviluppo di una terra per tre anni senza mai curarla, nel momento in cui qualcun altro la cura facendola fruttificare, quest’ultimo ne diviene il proprietario...Fine prima parte

 

di: Hamza Massimiliano Boccolini