عربي - English - Deutsch - Française - Português - Español - - русский

Live Chat

Se volete fare qualsiasi domanda sull'Islam...

 come convertire all'Islam?

  Conoscere i passi di convertire all'Islam

la donna musulmana non può sposare un uomo non musulmano

C’è chi ritiene che il divieto per una donna musulmana di sposare un uomo non musulmano sia una violazione dei suoi diritti umani e della sua libertà personale, come viene invece consentito dalla legge moderna in cui l’individuo ha la facoltà di sposare chiunque desideri.

Risposta:

La spiegazione islamica razionale è che questa limitazione viene applicata per la protezione della donna e per la salvaguardia dei valori e del nucleo familiari.

La maggior parte delle legislazioni secolari moderne consente ogni tipo di rapporto sessuale fra adulti consenzienti, persino tra persone dello stesso sesso.

Tutto ciò è inaccettabile per l’Islam, poiché i rapporti sessuali sono permessi soltanto all’interno di un matrimonio legittimo e onesto.

Poiché l’Islam mira a proteggere la moralità della razza umana e a mantenere intatta l’unità della famiglia con ogni mezzo a disposizione contro la minaccia di divorzio, il futuro sposo/a dovrebbe cercare l’armonia, la sicurezza e la compatibilità con la persona con cui ha deciso di contrarre matrimonio, per la propria felicità personale e per il successo della famiglia e della generazione futura.

Pertanto se esiste un qualunque motivo, da parte di uno dei futuri sposi, che potrebbe causare un conflitto potenzialmente serio, questo potrebbe essere una motivazione sufficiente per non procedere col matrimonio.

Ovviamente la differenza di credo tra i due pretendenti è una causa potenziale ben nota. Possono presentarsi i tre seguenti casi:

primo caso: l’uomo musulmano non ha il diritto di sposare una donna politeista, idolatra o atea in quanto la religione islamica non condona e non rispetta il politeismo, la bestemmia e l’idolatria.

Inoltre, l’Islam proibisce un’unione in cui uno degli sposi non mostra considerazione per i principi di base dell’altro; in tal caso l’intera famiglia sarebbe continuamente in uno stato di confusione e di disputa, situazione, questa, che molto probabilmente finirebbe con il divorzio e lo scioglimento della famiglia stessa, in cui i più colpiti sarebbero i figli.

secondo caso: l’uomo musulmano ha il diritto di sposare una cristiana o un’ebrea giacché l’Islam accetta Mosè e Gesù, possa Allah esaltare la loro menzione e salvaguardarli da ogni discredito, come veri Profeti e Messaggeri di Allah.

Malgrado alcune differenze in certi principi religiosi e di credo, l’unione non presenta i problemi descritti in precedenza e può continuare a prosperare, con la volontà di Dio, se tutti gli altri fattori fra i due sposi sono soddisfacenti.

terzo caso: L’Islam vieta l’unione di un uomo non musulmano con una donna musulmana, in quanto un ebreo, un cristiano o un politeista non riconoscono il messaggio di Muhammad (pbsl) e la sua missione profetica.

Da sempre è l’uomo a dominare la donna e il marito non musulmano potrebbe approfittare della sua forza e prevalenza all’interno delle mura domestiche per trattare con irriverenza la fede e i principi islamici della moglie, usando un linguaggio spregiativo quando parla del Profeta (pbsl) e dell’Islam.

Ne conseguirebbero inevitabilmente odio e seri problemi tra gli sposi, che finirebbero col litigare, oppure la donna sarebbe costretta a rinunciare alla sua fede.

Al contrario, se essa decidesse di difendere con forza la religione, allora si potrebbero avere situazioni d’ingiusta sottomissione e di violenza fisica nei suoi confronti.

In quanto sesso debole, lei potrebbe decidere di accettare questa pesante situazione di maltrattamenti e di sofferenze per la sua incolumità e per quella dei figli.

Pertanto, l’Islam vieta questo tipo di unione che inevitabilmente conduce a conflitti, violenze, dure prove e quasi certamente al divorzio, similmente al primo caso.

Ricapitolando, questa terza ipotesi è lo scenario peggiore per i potenziali problemi a esso connessi ed è pertanto proibito

 

Pregiudizi correnti sui diritti dell’uomo nell’Uslam

Abdur-Rahman ibn Abdul Karim Al-Sheha