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Il divorzio in mano all'uomo, non alla donna

 

Nel periodo preislamico, il divorzio non aveva regole; l'uomo ripudiava la moglie e la riprendeva liberamente quando ne aveva voglia. L'islam stabilì regole il cui intento era di proteggere la donna dall'ingiustizia e dalla volubilità di cui era vittima. Aiscia – Allah sia soddisfatto di lei – riferiva che l'uomo ripudiava la moglie quando e quante volte voleva; lei rimaneva sempre sua moglie ed egli la riprendeva ogni volta che il periodo legale di astinenza della ripudiata tendeva a scadere. Una volta una donna andò da Aiscia e le raccontò dell'ingiustizia del marito che la ripudiava e la riprendeva. "Aiscia osservò il silenzio finchè il profeta non tornò. Messo al corrente, il profeta osservò a sua volta il silenzio finchè non gli fu rivelato questo versetto del (Corano 2:229):" Si può divorziare due volte. Dopo di che, trattenetele convenientemente o rimandatele con bontà.

 

" Aiscia disse:"Così la gente iniziò una nuova era di divorzio: coloro che avevano ripudiato e coloro che non lo avevano fatto." (Tirmidhi n° 1192)

 

L'islam detesta il divorzio e non lo incoraggia; il profeta disse: "Allah non ha mai fatto lecito un atto più detestabile del divorzio "(Mustadrak n° 2794) Il divorzio è permesso solo in caso di assoluta ed estrema necessità; il profeta disse infatti: "Divorziate solo se nutrite un dubbio; Allah non ama gli assaggiatori nè le assaggiatrici." (Al Mu'ugiam Al Ausat n° 7848)

 

La sciaria islamica si impegna a ricercare soluzioni tra i coniugi prima di arrivare a quella del divorzio; Allah altissimo dice nel (Corano 2:128):

 

"Se una donna teme la disaffezione del marito o la sua avversione, non ci sarà colpa alcuna se si accorderanno tra loro. L'accordo è la soluzione migliore. "

 

Perchè il divorzio spetta all'uomo? Perchè la situazione dell'uomo naturalmente e logicamente gli permette di avere l'ultima parola in materia di vita coniugale: è lui che paga la dote alla moglie, sopporta le spese della casa e del mantenimento di tutta la famiglia; ha quindi il diritto di decidere di mettere o meno fine alla vita coniugale e se è pronto ad affrontare le spese conseguenti al divorzio. Infatti il divorzio implica perdere la dote già pagata alla moglie, pagare la spesa di mantenimento della moglie divorziata oltre a quello dei figli, e pagare altre spese per eventualmente risposarsi.

 

In generale l'uomo è considerato più capace di reprimere la propria ira in caso di liti con la moglie. Egli ricorre al divorzio solo quando tutte le altre soluzioni ed alternative sono state vanamente tentate e non rimane nessuna speranza di riconciliazione.

 

Con tutto ciò la sciaria islamica non rifiuta alla donna il diritto di avere in mano la decisione del divorzio, specie se lo mette come condizione nel contratto di matrimonio e se lo sposo accetta tale condizione.

 

La sciaria conosce perfettamente la realtà dell'anima umana, i suoi sentimenti ed i suoi affetti: come ha dato all'uomo il diritto di divorziare e di separarsi dalla moglie, ha anche permesso alla moglie questo stesso diritto se lo detesta o se lui la maltratta, le fa subire violenza, non adempie ai suoi doveri coniugali o se risulta malato grave dopo il matrimonio e lei si sente danneggiata: in tutti questi casi la donna ha il diritto di annullare il matrimonio: "khul'a", (ossia ha diritto allo "svincolo") che consiste in una specie di accordo di compenso che la moglie paga al marito per ripagarlo della dote e delle spese matrimoniali che aveva sopportato.

Come si vede, è una soluzione di perfetta equità specie se è la donna che lo esige per riprendersi la propria libertà. É da notare che se il marito non glielo permette, la moglie ha la facoltà di ricorrere al giudice per integrare il suo diritto allo "svincolo".

 

la fonte

womeninislam