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Prima parte: definizione di digiuno e origine

Il digiuno consiste nell’astenersi da ciò che nutre, dall’alba al tramonto sulla base dell’intenzione.

Allah ha prescritto ai musulmani il digiuno nel secondo anno della hijra, (l’emigrazione dalla città di Mecca alla città di Medina), in tre fasi differenti.

inizialmente il digiuno era facoltativo, chi voleva, digiunava, chi non voleva, pagava una fidyah, mora, che consisteva nello sfamare un povero.

 [digiunerete] per un determinato numero di giorni. Chi però è malato o è in viaggio, digiuni in seguito altrettanti giorni . Ma per coloro che [a stento] potrebbero sopportarlo , c'è un'espiazione: il nutrimento di un povero. E se qualcuno dà di più, è un bene per lui. Ma è meglio per voi digiunare, se lo sapeste!

[II La Giovenca 184]

successivamente il digiuno è diventato obbligatorio, con l’esonero dei malati e dei viaggiatori, ai quali era concesso di non farlo, a patto che recuperassero i giorni mancanti.

 "E' nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l'inizio] digiuni . E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti! "
[II Giovenca 185]


è stato reso lecito il mangiare ed il bere, l’avere rapporti sessuali dal tramonto all’alba, cosa che nelle due fasi precedenti era proibita: se il credente si addormentava doveva continuare il digiuno fino al giorno dopo. 
Il digiuno è uno dei pilastri dell’islam, esattamente il quarto.

Seconda parte: le condizioni del digiuno e chi è tenuto a farlo

Le condizioni per il digiuno sono di due tipi:

1. affinché il digiuno sia valido devono essere garantite tre condizioni: l’essere musulmani, aver raggiunto l’età della pubertà, sopportare fisicamente il digiuno.

Non sono quindi tenuti a digiunare i non musulmani, i bambini, i malati mentali, gli anziani ed i malati. Queste ultime categorie, gli anziani ed i malati, devono pagare la fidyah (sfamando un povero per ogni giorno in cui non digiunano).

2. le condizioni per un digiuno corretto ed accettato sono: l’essere musulmano, l’aver raggiunto l’età della pubertà, la purezza fisica ( legate al mestruo o al post parto). Altra condizione per il digiuno (al di fuori del mese di Ramadan), è che non cada nei giorni delle due feste religiose.

Non è quindi valido il digiuno dei bambini, né il digiuno delle donne durante il ciclo mestruale e nel parto .


Terza parte: gli obblighi del digiuno


1. l’intenzione, la niyah, perché è ciò che distingue l’adorazione dall’abitudine. Non è obbligatorio pronunciarla, basta esprimerla nel proprio cuore.

2. l’astensione da ciò che interrompe il digiuno dall’alba sino al tramonto. Le cose che interrompono il digiuno sono di quattro tipi:

· tutto ciò che entra nello stomaco attraverso la bocca, sia esso una bevanda, che un cibo. 

· Il vomito provocato; quello spontaneo, no.

· L’eiaculazione provocata

· I rapporti sessuali

 Quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino! Rispondo all'appello di chi Mi chiama quando Mi invoca. Procurino quindi di rispondere al Mio richiamo e credano in Me, sì che possano essere ben guidati.
[II La giovenca 186]

Tutte le azioni che abbiamo elencato interrompono il digiuno solo se il credente si ricorda di essere a digiuno. Nel caso una persona si sia scordata di aver fatto la niyah, o mangi per errore, non comprometterà la validà del suo digiuno, in base all’insegnamento del Profeta* che dice: “chi si dimentica di essere a digiuno, e mangi o beva, continui pure il suo digiuno (quando si accorga dell’errore) perché è stato Allah ad avergli dato da mangiare o da bere”.

 

tratto da: turntoislam.com